Il bambino non cresce? Celiachia in agguato

Il bambino non cresce? Celiachia in agguato

Se a partire dai 6 anni il vostro bambino non riesce a crescere, potrebbe essere affetto da celiachia. Per scoprirlo basta fare pochi, semplici esami. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Il bambino non cresce? Celiachia in agguato

L’intolleranza al glutine, conosciuta anche come celiachia, si manifesta spesso sotto forma di disturbi e malesseri quali gonfiore, diarrea, vomito, perdita di peso e debolezza, ma non è sempre così. Talvolta l’intolleranza si muove in modo del tutto silenzioso, e accorgersi del problema può diventare più complicato.

È il caso della celiachia in età infantile, in particolare quando si iniziano ad introdurre alimenti contenenti glutine nella dieta del proprio bambino. Più che malesseri diffusi, ciò che appare subito evidente nei bambini dai 6 anni in su, ma talvolta anche più grandicelli, è l’arresto della crescita: la statura dei bambini resta sempre la stessa, accompagnata o meno dai sintomi tipici dell’intolleranza. Nei bambini più grandi, invece, la celiachia si manifesta spesso sotto forma di anemia che non risponde alle cure a base di ferro, con arresto di crescita e perdita di peso.

IL BAMBINO NON CRESCE? CELIACHIA IN AGGUATO

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Celiachia infantile: cosa dicono gli esperti

Il problema è stato ampiamente discusso e analizzato nel corso del secondo Congresso della Società Italiana di Nutrizione Clinica e metabolismo (Sinuc), tenutosi a Firenze, che ha visto protagonisti nutrizionisti clinici provenienti da tutta Italia. Secondo Maurizio Muscaritoli, Presidente del Sinuc, “Nei bambini è possibile fare diagnosi con un semplice esame del sangue che rilevi la presenza degli anticorpi specifici (Ttg o Ema) in misura di 10 volte superiore ai livelli normali, il che rende la diagnosi più facile e meno traumatica rispetto alla precedente pratica della biopsia intestinale che individua se i villi intestinali sono atrofici e infiammati".

La patologia va trattata escludendo categoricamente alimenti a base di glutine, favorendo riso e mais, in modo da ristabilire l’equilibrio dell’organismo e il numero di anticorpi. In questo modo scompariranno i sintomi di celiachia, ove presenti, e la crescita potrà riprendere regolarmente. Un regime alimentare simile va mantenuto anche in età adolescenziale, per questo motivo è importante che i genitori controllino accuratamente la dieta dei propri figli.

Un adolescente che non rispetti una dieta senza glutine rischia una diminuzione del volume osseo oltre che una maggiore esposizione all’osteoporosi in età adulta. Nei soggetti celiaci, infatti, una dieta corretta può aiutare alla giusta mineralizzazione ossea durante il periodo cruciale della crescita, ossia 16-18 anni per le femmine e 20-22 anni per i maschi. La ricerca e il progresso scientifico, oltre che una più accurata capacità di diagnosi, hanno permesso di individuare più facilmente i soggetti celiaci, ecco perché oggi le statistiche sugli individui intolleranti al glutine risultano superiori rispetto a dieci anni fa.

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