Dieta Glutenfree: è dannosa se non si è celiaci?

Dieta Glutenfree: è dannosa se non si è celiaci?

La diffusione dei cibi Glutenfree anche in chi non è affetto da celiachia, è ormai dilagante, una vera moda si potrebbe affermare. Ma consumare questo tipo di alimenti, se non si è celiaci, è dannoso per la salute?

Dieta Glutenfree: è dannosa se non si è celiaci?

 

La diffusione dei cibi senza glutine anche in chi non è affetto da celiachia, è ormai dilagante, una vera moda si potrebbe affermare. Ma consumare alimenti glutenfree, se non si è celiaci, è dannoso per la salute?

Lo studio parte dagli Stati Uniti, paese in cui il numero di persone intolleranti sarebbe infatti nettamente inferiore rispetto al consumo di prodotti gluten-free. Se infatti, negli ultimi cinque anni la diffusione della celiachia è rimasta immutata nella popolazione, i consumi sono aumentati considerevolmente.

Consumare cibi Glutenfree: è moda?

Uno studio pubblicato sulla rivista «Jama Internal Medicine» ha constatato che crescono a dismisura le cosiddette persone "sane" che seguono una dieta glutenfree nella loro quotidinanità. Fenomeno ormai in aumento anche in Italia.

A questa conclusione gli studiosi sono giunti dopo aver analizzato i dati in seguito all’indagine sulle abitudini alimentari e la salute degli americani, nota con l’acronimo di NHANES. Ebbene, dai numeri emerge che negli Stati Uniti i celiaci sarebbero poco più di 1,7 milioni, mentre i consumatori abituali di prodotti senza glutine sarebbero almeno 2,7 milioni.

Quali sono le conseguenza di questa scelta?

Le conseguenze di una dieta senza glutine se non si è celiaci

Le conseguenze di seguire una dieta glutenfree se non si è affetti da celiachia, non sono da trascurare. Sbagliato affermare che la dieta senza glutine oltre a far bene alla salute contribuisce a far perdere peso:«L’eventuale riduzione del peso corporeo è da ricondurre a una quasi totale estromissione dei cereali dalla dieta, ma i prodotti resi privi di glutine non sono ipocalorici - afferma Umberto Volta, docente di medicina interna all’Università di Bologna -. Spesso, per renderli più appetitosi, sono addizionati con oli vegetali polinsaturi. I celiaci dovrebbero leggere con attenzione le etichette ed evitare gli alimenti con un contenuto di grassi superiore al 20-30 per cento».

Altro punto: l’abuso di una terapia rischia di svilire il valore della stessa. «Questi prodotti sono inseriti nel registro nazionale degli alimenti e considerati un salvavita - ricorda ogni volta che può Caterina Pilo, direttore generale dell’Associazione Italiana Celiachia -. In questo modo c’è il rischio che si smantellino le politiche a difesa dei celiaci e si perdano le caratteristiche distintive della malattia».

Dieta Glutenfree: quanto i Vip influiscono sulla scelta?

Secondo le ultime stime anche in Italia, seppur con numeri più contenuti rispetto agli Stati Uniti, il fenomono della diffusione dei consumi di alimenti glutenfree da parte dei non celiaci si sta diffondendo su larga scala.

Le ultime rilevazioni raccontano che sul totale dei prodotti senza glutine acquistati in un anno, un quarto viene acquistato con risorse proprie e non con i buoni che i celiaci hanno per essere esentati dal pagamento di alimenti. Ciò può significare che:

  • La somma garantita dallo Stato non è sufficiente a sfamare il celiaco per un mese;
  • Che c’è un numero di persone che li acquista di tasca propria.

La seconda ipotesi, considerata determinante dell’andamento del mercato del senza glutine, deriva dall'influenza delle scelte alimentari dei VIP: su tutti l’attrice Gwyneth Paltrow e il tennista Novak Djokovic, che riconducono all’eliminazione del glutine dalla propria dieta alimentari (pur non essendo celiaci) la causa dei loro successi.

Questo scenario però, non aiuta la corretta informazione scientifica. Il messaggio da trasmettere deve essere chiaro: la dieta glutenfree non è utile e può addirittura risultare dannosa, se non si è celiaci.

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