Candito per api in inverno, una soluzione nutritiva

Candito per api in inverno, una soluzione nutritiva

Nella stagione invernale, le api non sono in grado di prelevare dai fiori quello che serve per il loro nutrimento. Pertanto sarà compito dell’apicoltore fornire loro il nutrimento necessario.

Candito per api in inverno, una soluzione nutritiva

Invernamento delle api

Sulla nutrizione dell’ alveare, occorre considerare in primo luogo il periodo in cui ci si trova. Se la stagione è primaverile o estiva infatti, la prima cosa che noteremo è la diversa longevità delle api stesse: quelle che nascono in autunnodevono sopravvivere fino alla fine dellinverno, mentre quelle che nascono nelle stagioni calde hanno un’aspettativa di vita di circa tre settimane.

Perciò già dall’autunno hanno inizio una serie di operazioni chiamate invernamento, che vanno dalla sostituzione della regina (se troppo vecchia o se troppo poco prolifera), alla somministrazione abbondante di pollini. In questa fase i pollini, che permetteranno alle api di conservare una buona salute durante l’inverno, sono somministrati in vari modi:

  • con metodi naturali, se c’è un’elevata presenza di fiori in zona;
  • tramite polline scongelato, che si era precedentemente raccolto durante l’estate;
  • tramite uno sciroppo di polline e miele o ancora aggiungendo una farina proteica alla pasta del candito d’api.

Candito d’api per l’inverno

Nella stagione invernale, le api non sono in grado di prelevare dai fiori quello che serve per il loro nutrimento. Pertanto sarà compito dell’apicoltore fornire il nutrimento necessario alle api per arrivare alla primavera e sopravvivere alla lunga inattività; l’apicoltore perciò potrà farlo tramite lo sciroppo di zucchero invertito  o tramite il candito d’api, un prodotto composto da saccarosio e sciroppo glucosio fruttosio, con un’elevata concentrazione zuccherina rapidamente assorbibile dalle api, che permetterà alla colonia di potersi ben nutrire.

Meglio il candito o lo sciroppo invertito?

Si possono usare l’uno o l’altro senza grandi difficoltà e senza grosse differenze di costo finale: tuttavia bisogna ricordare che lo sciroppo va somministrato più frequentemente ed è adatto anche alle colonie più deboli; il candito invece, che presenta una minore umidità, può essere preparato sotto forma di panetto e posizionato fra il coprifavo ed il tetto e reso accessibile per le api dall’apertura del disco, specie se le famiglie sono piccole. Di solito il candito si somministra verso metà dicembre e poi si ripete la somministrazione verso fine gennaio, se il panetto è stato totalmente consumato.

Candito fatto in casa

Se ci si accorge di non aver abbastanza candito da somministrare alle api ed è già arrivato l’inverno, si può optare per un’efficace soluzione di emergenza: con un’impastatrice(meglio se di pasticceria), si prepara una miscela con zucchero a velo e sciroppo di Glucosio oppure miele (il miele se cristallizzato va riscaldato prima dell’uso per facilitare la miscelazione degli ingredienti a circa 40 gradi), la cui proporzione è di 3 a 1.

Si versa losciroppo di glucosio o il miele nell’impastatrice, aggiungendo poco zucchero alla volta e poi si lascia mescolare il tutto per mezz’ora. L’impasto così ottenuto si stende su una spianatoia di marmo o legno cosparsa di zucchero a velo, per evitare che si attacchi. Il candito si lavora come se fosse pasta sfoglia, facendogli raggiungere al massimo 5 cm di spessore (lo spazio necessario per inserirlo fra tetto e coprifavo) e si taglia l’impasto con porzioni da circa un chilo, mettendolo in bustine per cibi surgelati chiuse ermeticamente.

Il candito si conserva per circa un anno e va mantenuto in posizione orizzontale, per essere pronto all’uso in caso di emergenza.

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